Appalto di servizi o somministrazione: la differenza che riguarda chi compra
Se il contratto viene riqualificato, la conseguenza economica principale ricade sul committente: IVA indetraibile e costo indeducibile. Vale la pena sapere che cosa distingue le due cose.
12 agosto 2026 · 2 min di lettura
Quando un'azienda si fa affiancare da consulenti esterni, il contratto che firma può essere una di due cose, e la differenza non è formale.
Appalto di servizi: compra un servizio. Il fornitore organizza i mezzi, dirige i propri incaricati e assume il rischio d'impresa. Non serve alcuna autorizzazione.
Somministrazione di lavoro: compra tempo di persone, che lavorano sotto la direzione del committente. Può farla solo chi è iscritto all'albo delle agenzie per il lavoro, con requisiti di capitale molto rilevanti.
Il criterio è nell'art. 29 del D.Lgs. 276/2003, e si applica ai fatti, non alle intestazioni: il nome scritto sul contratto non è vincolante, e non lo è nemmeno la volontà delle parti.
Perché dovrebbe interessare a chi compra
Perché in caso di riqualificazione la conseguenza economica più pesante non è del fornitore.
Se l'appalto viene giudicato non genuino, le fatture ricevute non coprono una prestazione di servizi ma manodopera: l'IVA diventa indetraibile e il costo indeducibile. È un accertamento che si rivolge al committente. A questo si aggiunge, sul piano del lavoro, la possibilità che il lavoratore chieda il riconoscimento del rapporto con l'utilizzatore.
In breve: il fornitore rischia una sanzione, il committente rischia la deducibilità di quanto ha speso.
Che cosa distingue le due cose nei fatti
Nessun elemento decide da solo. Contano insieme, e si guardano nel comportamento quotidiano.
| Compatibile con l'appalto | Segnale contrario | |
|---|---|---|
| Oggetto | Un perimetro con esiti verificabili | «Una figura per N giornate» |
| Assegnazione | Le attività si concordano | Un responsabile del committente assegna i compiti |
| Orario | Fasce di coordinamento concordate | Orario di lavoro, presenza obbligatoria |
| Assenze | Preavviso di indisponibilità | Ferie da autorizzare |
| Riscontro | Al referente del fornitore | Valutazione della prestazione individuale |
| Strumenti | Del fornitore o del professionista | Forniti dal committente senza ragione di sicurezza |
| Identità | Distinta | Badge, organigramma, rubrica interna |
Il coordinamento, va detto, non è direzione. Partecipare alle riunioni, usare gli strumenti di gestione del lavoro del cliente, allinearsi con il gruppo: tutto questo è previsto e necessario. Dal 2017 il codice di procedura civile definisce coordinata la collaborazione in cui, nel rispetto di modalità concordate fra le parti, chi presta l'opera organizza autonomamente la propria attività.
La linea non passa fra il partecipare e il non partecipare. Passa fra il concordare e il ricevere ordini.
Che cosa può chiedere un committente prudente
Tre domande, prima di firmare.
- Che cosa compro esattamente? Se la risposta è un numero di giornate e non un perimetro, il contratto sta descrivendo tempo.
- Chi dirige le persone? Se la risposta è «il nostro project manager», manca un pezzo.
- Che cosa succede se il servizio non funziona? Se non c'è una conseguenza a carico del fornitore, non c'è trasferimento di rischio — e senza rischio l'appalto è difficile da sostenere.
Questa pagina è divulgativa e non costituisce parere legale.